Trans Dinarica – Giorno 11 Montenegro e Bosnia: le montagne dividono gli Stati, i sorrisi uniscono le persone

 C'è una frase che si sente ripetere spesso: "Tutto il mondo è paese."

E seguendo il viaggio di Elio Pagliaro e Anna Rosa viene spontaneo aggiungerne un'altra: gli italiani, quasi ovunque, trovano sempre una porta aperta e un sorriso ad accoglierli.


Dopo 630 chilometri di viaggio, la Trans Dinarica conduce i nostri due viaggiatori dal Montenegro alla Bosnia-Erzegovina, attraversando uno dei tratti più spettacolari dell'intero itinerario.


Il Montenegro, nelle guide turistche, viene semplicemente definito una "regione montuosa".

Ma questa definizione non rende minimamente l'idea.

Per Elio e Anna Rosa quelle montagne hanno un nome, un volto e... soprattutto un peso nelle gambe.





I massicci del Komovi, il maestoso Parco Nazionale del Durmitor, il Passo Sedlo, che con i suoi 1.907 metri rappresenta il punto più alto affrontato finora, sono molto più di semplici luoghi attraversati. Sono salite che si conquistano metro dopo metro, respiri che si fanno più profondi, panorami che ripagano ogni goccia di sudore.

Qui la natura è immensa.

Le montagne sembrano toccare il cielo, le vallate si aprono all'improvviso come immense cattedrali di roccia, i laghi riflettono le nuvole e il silenzio è rotto soltanto dal vento.



Pedalare in questi luoghi significa sentirsi piccoli.

Piccoli davanti alla forza della natura.

Piccoli davanti a paesaggi che sembrano non avere confini.

Eppure, in tanta immensità, ciò che continua a sorprendere Elio e Anna Rosa non sono soltanto i panorami.



Sono le persone.

«Siamo fortunati per questo feeling con gli italiani», scrive Elio.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli del viaggio.

Ovunque si fermino trovano curiosità, disponibilità, voglia di parlare. C'è quel tono di voce alto, spontaneo, quel modo diretto di raccontarsi che, per un attimo, fa dimenticare di essere a centinaia di chilometri da casa.

Sembra quasi di essere seduti al tavolino del bar del proprio paese, dove le conversazioni nascono senza bisogno di presentazioni.


Perché la lingua cambia, le montagne cambiano, cambiano le bandiere e la storia dei luoghi.

Ma il desiderio di accogliere chi arriva con rispetto sembra essere una lingua universale.

Ed è forse questo il regalo più bello che i Balcani stanno facendo ai due viaggiatori.

Non soltanto scenari mozzafiato.

Non soltanto passi alpini e vallate infinite.

Ma la conferma che, quando si viaggia con umiltà e con il sorriso, i confini diventano soltanto linee sulle carte geografiche.

Il resto lo fanno le persone.

E così Elio e Anna Rosa lasciano alle spalle il Montenegro con il cuore pieno di immagini e di incontri.


Davanti a loro si apre la Bosnia-Erzegovina.

Un'altra frontiera da attraversare.

Un'altra storia tutta da vivere.

E noi continuiamo a seguirli, con la sensazione che il viaggio più bello non sia soltanto quello che stanno facendo in bicicletta, ma quello che stanno costruendo, giorno dopo giorno, tra popoli, culture e umanità.

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