Trans Dinarica – Giorno 7 Tra le montagne dei Balcani, dove la pioggia diventa parte del viaggio
Trans Dinarica – Giorno 7
Tra le montagne dei Balcani, dove la pioggia diventa parte del viaggio
Il viaggio di Elio Pagliaro e Anna Rosa continua, e con esso continua anche il nostro. Perché ormai è impossibile non sentirsi un po' compagni di strada di questi due instancabili viaggiatori che, pedalata dopo pedalata, stanno attraversando il cuore più autentico dei Balcani.
450 chilometri andati.
Alle spalle l'Albania e il Kosovo, davanti il Montenegro. In mezzo, la spettacolare gola di Rugova e il Passo Čakor, montagne che sembrano nate per separare mondi e che invece finiscono per unirli.
Qui la natura non fa da sfondo: è protagonista assoluta.
Pareti rocciose che si alzano verso il cielo, vallate profonde attraversate da torrenti impetuosi, boschi che sembrano non avere fine. Ogni curva regala uno scenario diverso, ogni salita apre una finestra su un orizzonte ancora più vasto. Sono quei luoghi che costringono a fermarsi non per la fatica, ma per la meraviglia.
E poi c'è la pioggia.
Quella che a casa spesso malediciamo.
Quella che rallenta il traffico e rovina i programmi.
Qui diventa parte integrante dell'avventura.
Arriva improvvisa tra le montagne, avvolge i pendii in una leggera foschia, rende i colori più intensi e il verde ancora più profondo. Cade sui caschi, sulle borse, sulle mani appoggiate al manubrio. Non è un ostacolo. È un elemento del paesaggio, come il vento, come i fiumi, come le nuvole che corrono basse sulle cime.
E allora capita di ritrovarsi fradici ma felici, perché in questi luoghi la pioggia non toglie nulla alla bellezza. Anzi, la amplifica.
Anche il passaggio culturale tra Kosovo e Montenegro assume i contorni di una piccola avventura. Cambiano le lingue, cambiano le tradizioni, cambia perfino il nome del celebre distillato di frutta offerto agli ospiti: dal "raki" albanese e kosovaro alla "rakija" montenegrina.
Ma non cambia l'ospitalità.
Non cambia il sorriso delle persone.
Non cambia quella generosità spontanea che sembra appartenere alle terre di montagna.
E mentre Elio e Anna Rosa si concedono un bagno nelle fredde acque dei torrenti balcanici, il pensiero corre inevitabilmente agli amici rimasti in Italia. Qui l'acqua scorre ovunque: nei fiumi, nelle cascate, nei ruscelli che attraversano i boschi. A casa, invece, l'estate si annuncia già torrida, con il sole che arroventa città e campagne.
Le fotografie che arrivano dal viaggio raccontano una natura ancora libera, potente, quasi selvaggia. Una natura che non è stata addomesticata e che continua a dettare i propri ritmi.
Forse è proprio questo che rende speciale la Trans Dinarica.
Non è soltanto un viaggio in bicicletta.
È un'immersione in un mondo dove le montagne sono immense, la pioggia è una compagna di viaggio, i fiumi sono limpidi e le persone salutano ancora chi passa sulla strada.
Elio e Anna Rosa continuano a pedalare verso nord-ovest, inseguendo nuovi confini e nuove storie.
E noi continuiamo a seguirli con la stessa curiosità del primo giorno, sapendo che dietro la prossima curva non ci sarà soltanto un altro panorama.
Ci sarà un'altra emozione da vivere insieme a loro.



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